Vita di specchi

Un cane entra in un tempio e ne esce felice. Un secondo cane entra nello stesso tempio e ne esce furioso.

Il primo cane riferisce che, nel tempio, ha trovato tanti altri cani gentili e affabili ed era stato davvero bello attraversarlo.
Il secondo cane riferisce che tutti erano arrabbiati e ce l’avevano con lui, per questo era stata una terribile esperienza.

Perché è successo?
Il primo cane è entrato nel tempio scodinzolando.
Il secondo, invece, ha fatto il suo ingresso già nervoso.
Nel tempio non c’erano altri cani, ma era solo ricoperto di specchi. Attraversandolo, ogni cane non aveva fatto altro che incontrare le proprie emozioni.

Davvero non ricordo la fonte di questo racconto, ma è piuttosto famoso.

La realtà rispecchia le nostre emozioni, se stiamo attenti lo possiamo vedere.
Buttiamo all’esterno tutto quello che ci rovina dentro, lo appiccichiamo qui e là inconsciamente in modo da sentirci giustificati nel provare quello che proviamo. – Vedi come mi ha risposto male quello? Guarda quello scemo che mi taglia la strada! Io ci provo a stare calma ma tu continui a urlare! –

Spesso non ci facciamo caso. Diciamo che è il mondo a venirci sempre contro, a metterci i bastoni tra le ruote, che siamo sfortunati a trovare sempre le stesse situazioni o lo stesso tipo di persone accanto.
Ma, capita, siamo noi a “metterci il carico” interpretando le situazioni in cui ci troviamo, peggiorando le cose.

Quando si tratta della nostra vita è difficile essere abbastanza neutrali da poterlo ammettere, è più facile vedere questo meccanismo in azione nelle vite degli altri.
Comunque, una volta che si riesce a riconoscere bene questo meccanismo in azione, non è detto che si riesca a scardinarlo o a cambiare rapidamente le sue dinamiche. Ma, tanto vale almeno provarci.


La mia vita sta prendendo la piega del cane arrabbiato. La mia vita si sta arrabbiando tutta. Ma subdolamente, poco poco per giorno.
Questo perché io sono arrabbiata. Insoddisfatta. Frustrata. E tutto fa in modo di peggiorare questa situazione. Tutto mi irrita. Tutto mi fa venire voglia di scappare. Solo che, questa volta, non posso scappare.

Abbozzo, mando giù il rospo, guardo il lato positivo delle cose, cerco di accomodarmi in questa situazione ma la realtà è che non sono affatto comoda. Non ci sto bene. E tutto me lo fa capire. Tutto inizia a girare un po’ male.

Fonte: Pexels

25 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    … sei arrabbiata anche con me, si vede! 😭

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Con te di sicuro. E ci rimango anche, se non smetti di darmi dell’orchessa!

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        😞

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Ecco, vedi? Nemmeno mi chiedi scusa… ☹

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        🙄🤔

        👁‍

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  2. Evaporata ha detto:

    Molto esplicativa la storia dei due cani. 🐾👏

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Molto bella! Non ricordo dove la sentii la prima volta, ma credo che abbia una partenza da qualche detto/insegnamento buddista.

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  3. Enza Graziano ha detto:

    Descrivi davvero bene ciò che spesso accade e che se sorridi, la vita ti sorride (ce ne sono di detti a questo proposito).
    A volte, invece, le circostanze non dipendono dalla nostra volontà, dal nostro controllo.
    Ma a te, cosa succede? 😘

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Vero, delle volte le cose accadono e basta. Però, anche in quel caso, possiamo “prenderle” in un modo piuttosto che in un altro.
      Io… niente, mi sono infilata a fare un lavoro che non mi piace ma mi dà dei certi vantaggi. Esco di casa di malavoglia e le giornate vanno di conseguenza.

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      1. Enza Graziano ha detto:

        Irene, lo sai, ti capisco, cavolo! Ho fatto per 4 lunghi anni (troppi) un lavoro che non solo non mi piaceva, ma che letteralmente mi intossicava, sotto tutti i punti di vista. L’unico vantaggio era, ovviamente, il compenso (che tra l’altro era clamorosamente basso, per la tipologia e le ore di lavoro, ma che andava bene per la mia necessità di lavorare). Influenzava tutte le sfere della mia vita. Ero sempre di cattivo umore, frustrata, arrabbiata perché mi sentivo costretta a tenermelo stretto, nel mio tremendo Sud. Spesso mi sforzavo di cominciare la giornata con positività, di sorridere, di… di… di… ma avevo sempre un magone, un peso sullo stomaco, un’angoscia incommensurabile, che non so spiegare.
        Scusa se mi sono dilungata, volevo soltanto dirti che ti capisco se ti può consolare. Non mi va di dirti cambia e bla bla bla, perché alcune decisioni devono maturare dal profondo e perché ognuno di noi, in linea di massima, sa quello che fa e perché lo fa.
        Buona serata ☺️

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Tranquilla, mi piace leggere le esperienze degli altri e ti ringrazio per aver scelto di condividere la tua!
        Anche io mi trovo nella situazione di dire “Ti pagano bene e vista la situazione non è detto che avrai alternative valide.” Che, posso lamentarmi di tutto ma davvero non della paga.
        Ma i soldi sono solo soldi, in teoria. Non sono importanti come il resto. Però aiutano e con una bimba piccola mi faccio un sacco di scrupoli.
        Ecco, mi somo dilungata anche io. 😅 Buona serata e buona notte!

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      3. Enza Graziano ha detto:

        È vero, I soldi sono soltanto soldi, però purtroppo è con quelli che campiamo!
        Ti auguro di scegliere sempre ciò che è meglio per te, e per la tua bimba 😘

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  4. Raffa ha detto:

    Sei sicura di non poter scappare? A volte l’alternativa c’è, ma fa paura…

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Non è tanto questione di paura, più che altro di fare una scelta ponderata. Ho comunque dei vantaggi nella situazione in cui mi trovo, perciò non vorrei finire, comunque, per peggiorarla.

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      1. Raffa ha detto:

        Allora tieni duro finché puoi.

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  5. Se ti devi ammalare molla.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Hai ragione. Ammalarsi per un lavoro è tra le cose più stupide che si possano fare.

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  6. valentina ha detto:

    Io che ho scritto un post simile settimana scorsa e che mi sento uguale, per ragioni e motivazioni diverse probabilmente posso solo dire che non è facile ragazzi … non è facile ..
    e nella vita non è sempre bianco o nero…

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Vero, anche se a volte le semplificazioni aiutano.

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  7. Walter Carrettoni ha detto:

    Credo siamo in tanti a dover fare un lavoro che non ci piace solo per lo stipendio…

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Probabilmente. Ma non è obbligatorio per vivere. Si può sempre cercare di migliorare la propria situazione.

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  8. eleonorabergonti ha detto:

    Tante volte si accetta un lavoro che nemmeno ci piace perché come si dice “si deve portare la pagnotta a casa”, ma piuttosto che farsi il sangue amaro con un impiego che non dà soddisfazioni è meglio cercare delle alternative. Certo, di questi tempi, è fortunato chi un lavoro ce l’ha, purché non ne risenta la salute (altra cosa importantissima), 🙂.

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